Category Archives: Materiali

La violencia contra las mujeres es un problema político

La violencia contra las mujeres es un problema político

Lily Muñoz / colarebo.wordpress.com

Casi siempre que se habla de la violencia contra las mujeres, en la opinión pública predomina la idea de un problema doméstico, intrafamiliar, del ámbito privado. Por eso, pareciera que la solución es tan sencilla como sensibilizar a los hombres para que no sean tan machistas y violentos y trabajar con las mujeres para que conozcan sus derechos.Pero esa ha sido una concepción muy reduccionista del problema que no llega a examinar su raíz. Encerrar el problema de la violencia contra las mujeres entre las cuatro paredes de la casa es no sólo un error, sino que es también una trampa. Porque esa es sólo una parte del problema, que en realidad está presente en las vidas de las mujeres en la casa, en los lugares de trabajo, en la calle, en las veredas y caminos, en los centros de estudio, en las fincas, en las iglesias, en la organización y en todos los sitios donde las mujeres nos movemos en nuestro día a día.
Y es que la violencia contra las mujeres tiene muchas caras. La violencia física, la violencia psicológica, la violencia verbal, el incesto, la violación sexual, el acoso sexual, la pornografía infantil,… sigue 
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Femminicidio e violenza di genere in Repubblica Dominicana: emergenza nazionale

Nella Repubblica Dominicana, i numeri della violenza contro le donne fanno venire i brividi. Sono già 211 i femminicidi commessi dall’inizio dell’anno. L’ultimo proprio oggi, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Una giovane di appena 16 anni è  stata  uccisa a coltellate dal suo convivente ad Haina, non lontano dalla capitale Santo Domingo,  proprio mentre vari settori e associazioni della società civile stavano marciando verso il Palazzo Nazionale chiedendo al governo di dichiarare  lo stato di  “emergenza nazionale” per l’elevato numero di femminicidi che si stanno registrando nel paese. Parliamo del fenomeno con la D.ssa Lourdes Contreras, coordinatrice del Centro di Studi di Genere dell’università INTEC,  Istituto Tecnologico di  Santo Domingo.

Di  Annalisa Melandri/Héctor de la Rosa

Santo Domingo, 25  novembre  2011

D.ssa Contreras ci potrebbe fornire  alcuni dati sulla violenza contro le donne nel paese, anche rispetto all’ America latina e centrale?

La Repubblica Dominicana è stata classificata come uno dei paesi con i più alti indici di violenze contro contro le donne, anche in relazione alla quantità di popolazione. Ci troviamo al primo o secondo posto insieme al  Messico e al Guatemala. Dall’ inizio dell’ anno ad oggi sono state 210 le donne uccise dai loro compagni, ex compagni e uomini con i quali hanno avuto alcun legame intimo.  Questa cifra è allarmante perché l’anno non è ancora terminato e generalmente novembre e dicembre sono i mesi nei quali si commettono più femminicidi. Per quanto riguarda  altri aspetti della violenza di genere ci troviamo in una posizione alta anche rispetto ad altri paesi e se poi invece facciamo il paragone con i paesi europei, la distanza è straordinaria. In Repubblica Dominicana c’è un problema di statistiche, perché quando si parla di aggressioni sessuali generalmente si considerano i dati provenienti dalla Procura della Repubblica, che è la fonte ufficiale delle informazioni. Queste vengono fornite rispetto alle violenze sull’infanzia e sull’adolescenza, mentre vengono trascurate quelle sulle violenze contro le donne adulte, nel senso che si considerano in modo diverso: si pensa che ci sia consenso, sesso a pagamento, o qualsiasi altra di quelle situazioni in cui la struttura del sistema di vigilanza preferisce evadere il problema invece di affrontarlo. In questo senso e rispetto a quanto sta succedendo in altri paesi, in Repubblica Dominicana stiamo dibattendo oggi la riforma del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale e l’appello che facciamo è che in aggiunta alle conquiste ottenute alla fine degli anni ’90, rispetto alle sanzioni e alla tipificazione della violenza contro la donna, si consideri il femminicidio come un delitto specifico. Esiste ancora molta resistenza a considerarlo tale e questa è per ora una battaglia che stiamo portando avanti nel Congresso Nazionale. Continua a leggere

Feminicidios y violencia de género en la República Dominicana: emergencia nacional

En la República Dominicana los números  de la violencia contra las mujeres son escalofriantes. Son ya 211 los feminicidios cometidos desde el principio del año hasta la fecha. El ultimo, hoy mismo,  Día Internacional de la No Violencia Contra la Mujer. Una joven de  de 16 años asesinada  a puñaladas en Haina mientras sectores y asociaciones de la sociedad civil marchaban hacia el Palacio Nacional pidiendo al  gobierno que declare la “emergencia  nacional” por los altos índices de violencia contra las mujeres que está enfrentando la  sociedad.  Hablamos del fenómeno con la Licda.  Lourdes Contreras, coordinadora del Centro de Estudios de Genero del  Instituto Tecnológico de Santo Domingo (INTEC). Continua a leggere

Paesi che hanno partecipato alla Conferenza Mondiale delle Donne

Paises que participaron en la Conferencia Mundial De Mujeres De Base Venezuela 2011.

America

01 Venezuela

02 Ecuador

03 Chile

04 República Dominicana

05 Méjico

06 Perú

07 Colombia

08 Argentina

09 Brasil

10 Bolivia

 

Asia

11 Filipinas

12 India

13 Bangladesh

14 Indonesia


África

15  Sudáfrica

16 Marruecos

17 Malí

18 Eritrea

19 Egipto

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Report de Italia para la Conferencia Mundial de Mujeres

Informe para la Conferencia Mundial de las Mujer – Caracas 4/8 de marzo

Informaciónes generales

Italia se encuentra en el sur de Europa, tiene una superficie de 301.336 km ² y tiene alrededor de 60.830.000 habitantes, de los cuales casi 5 millones son los migrantes registrados (con exclusión de los “irregulares”, que son alrededor de 800.000).

Italia, al igual que otros países de Europa y el resto del mundo, está inmerso en la crisis general del sistema capitalista, que afecta a toda la sociedad en todos los sectores y distorsiona las condiciones de trabajo y la vida de las masas populares. El desempleo es alrededor de 8,9%, sin contar los millones de informales, despedidos y que perciben ayudas economicas sociales.

Situación de las mujeres: problemas y fuerzas contra las mujeres

La eliminación de puestos de trabajo en forma de despido, renuncia incentivos, la reducción del tiempo de trabajo, los contratos de la solidaridad, la jubilación, la movilidad, la reducción de los salarios y los servicios, el empleo ilegal, precarios, mal pagados, afectan en particular a la las mujeres: en Italia sólo 46,3 % de las mujeres trabajan, siete millones de mujeres en edad de trabajar están desempleadas (o no tienen un empleo estable, seguro y digno). En el sur del país la tasa de empleo femenino cae al 34,7 %.

El orden existente burguesa condena a un número creciente de personas a la miseria, exclusión, embrutecimiento y degradación. El trabajo sistemático llevada a cabo por las clases dominantes de la división y contraste entre los últimos y penúltimos de la cadena, la cultura machista y clerical, la cultura de dominación y de autoafirmación frente y contra a los demás, son los antecedentes culturales de la violencia, las violaciones, el acoso y el abuso contra las mujeres. La libertad de las mujeres es molesta y aterroriza, especialmente cuando se encuentra con el movimiento radical de la alternativa.

La devastación del medio ambiente causa la contaminación, la invasión de la basura, los deslizamientos de tierra, el despilfarro de las grandes obras de régimen y está causando un creciente número de muertes (20 por día sólo para la contaminación del aire) y enfermedades. Continua a leggere

Report Italia per la Conferenza Mondiale delle Donne

Report per la Conferenza Mondiale delle Donne – 4/8 marzo Caracas

Dati base

L’Italia è situata nell’Europa meridionale, si estende su una superficie di 301.336 km² e conta circa 60.830.000 abitanti, di cui quasi 5.000.000 migranti censiti (escludendo gli “irregolari”, stimati a circa 800.000).

L’Italia, come gli altri paesi europei e del resto del mondo, è immersa nella crisi generale del sistema capitalista, che colpisce l’intera società in ogni suo settore e stravolge le condizioni di lavoro e di vita delle masse popolari. La disoccupazione è intorno all’8,9 %, senza contare i milioni di precari, cassaintegrati e in mobilità.

Situazione delle donne: problemi e forze contro le donne

L’eliminazione di posti di lavoro sotto forma di licenziamenti, dimissioni incentivate, riduzione di orario di lavoro, contratti di solidarietà, prepensionamenti, mobilità, cassintegrazione, riduzione dei salari e dei servizi, lavoro nero, precario, sottopagato, colpisce in maniera particolare le donne: in Italia solo il 46,3 per cento delle donne lavora, sette milioni di quelle in età lavorativa non hanno un lavoro (comunque non ne hanno uno stabile, sicuro e dignitoso). Nel sud del paese il tasso di occupazione femminile crolla al 34,7 per cento.

La miseria, l’emarginazione, l’abbrutimento e il degrado a cui l’attuale ordinamento borghese condanna un numero crescente di persone, la sistematica opera di divisione e contrapposizione tra gli ultimi e i penultimi della catena condotta dalle classi dominanti, la cultura maschilista e clericale, la cultura di sopraffazione, di affermazione di sé contro e a scapito degli altri sono il brodo di cultura di violenze, stupri, molestie e soprusi contro le donne. La libertà femminile disturba e fa paura, specie quando incontra la radicalità dei movimenti per l’alternativa. Continua a leggere

Resoluciones Conferencia Mundial de las Mujeres – Caracas 2011

CONFERENCIA MUNDIAL DE MUJERES – CARACAS/VENEZUELA 4 – 8 DE MARZO DE 2011

RESOLUCIÓN SOBRE EL FUTURO DEL MOVIMIENTO COMBATIVO DE MUJERES DEL MUNDO

(Consenso de la plenaria final el 7 de marzo 2011)

  • ·Estamos unidas por principios fundamentales para nuestro accionar: para la liberación de la mujer y luchar contra el imperialismo que explota a las clases trabajadoras en todo el mundo; luchamos contra el hambre, el desempleo masivo y la destrucción del medio ambiente; combatimos la dependencia a la que nos ha sometido el imperialismo a los pueblos y naciones, así como al neocolonialismo y colonialismo.
  • ·Afirmamos que es una necesidad histórica, el cambio no es formal ni de personas, sino una transformación del sistema capitalista que es la causa de la crisis y de los graves problemas que enfrenta la humanidad.
  • ·El mundo de justicia que queremos abarca muchas formas de luchas, experiencias, organización.
  • ·Muchas de nosotras trabajamos por la alternativa del Socialismo como respuesta a las aspiraciones de un mundo mejor. Las ideas sobre el Socialismo son diferentes y por ello consideramos que es necesario el debate de perspectiva para fundamentar la lucha de las mujeres por incorporarse en primera línea por la conquista de nuestros derechos; contra la explotación sexual, la trata de mujeres, niños/as, jóvenes; por salarios iguales y el derecho a un trabajo digno y seguro; por derechos sociales, la protección del medio ambiente; contra el racismo y la xenofobia, por  el derecho a la participación política en igualdad de condiciones, etc.
  • ·La lección más importante de la Primera Conferencia Mundial de Mujeres – Caracas/Venezuela 2011 es que estos propósitos solo es posible alcanzarlos si el movimiento de mujeres combativo a escala mundial coopera estrechamente; se une y aprende de sus experiencias y acciones. Continua a leggere

Clariste Soh Moube: «Se una donna si alza, altre mille la seguiranno»

di Geraldina Colotti

Fonte: il manifesto

«Per essere efficaci contro il capitalismo distruttore, bisogna federarsi, il Social Forum di Dakar è uno spazio d’incontro prezioso», dice al manifesto Clarisse Soh Moube. Clariste, camerounese di nascita e maliana d’adozione, è ricercatrice al Centro Hamadou Hampaté Ba e autrice del libro Le Piege, pubblicato a Bamako dalle le Editions Gouttes de sable con prefazione di Aminata Traoré. Clariste sarà anche una delle delegate africane alla Conferenza mondiale delle donne di base (www.conferenzamondialedonne@wordpress.com) che si svolgerà a Caracas nella settimana dell’8 marzo e che ha avuto un momento preparatorio a Dusseldorf, in Germania, dove l’abbiamo incontrata.

Quale sarà il vostro contributo a questo Social Forum?

Saremo un gruppo di 150 donne e 250 giovani con cui abbiamo lavorato per preparare gli incontri di Dakar. Il Centro Hamadou Hampaté Ba fa ricerca in alternativa allo sviluppo. Insegniamo alle donne a riflettere e a mettere in campo pensieri e pratiche alternative allo sviluppo neoliberista, distruttore e mortifero per la maggior parte dei giovani africani. Fulcro della ricerca è la consapevolezza delle donne, vero motore delle nostre società.

Forniamo loro gli strumenti e le informazioni perché individuino le cause e le conseguenze di quel che capita all’Africa e a loro stesse: perché il loro marito è senza lavoro, perché tocca a loro tappare tutte le falle senza avere la considerazione che meritano, perché nel corso degli anni i prezzi degli alimenti sono raddoppiati mentre le famiglie sono sempre più povere e prive di quelle risorse che ci vengono rapinate. Quel che accade in un villaggio in piccola scala è il riflesso di dinamiche mondiali più ampie e complesse, ma che hanno la stessa origine e i medesimi responsabili. Immaginiamo un’ Africa comunitaria e solidale che si metta in piedi e imponga dal basso un altro sistema sociale.

Lei fa anche parte dell’associazione Mille et une femme debout, Mille e una donna in piedi.

La nostra è un’associazione estesa a molte regioni dell’Africa e dell’Europa che ha come obiettivo l’autopromozione sociale delle donne meno favorite, che in ogni settore eleggono proprie rappresentanti e si autoorganizzano. Sono contadine, casalinghe, disoccupate.Un gruppo di noi si occupa della loro formazione in ogni settore, a partire da quello economico e politico. Il nome indica l’esempio che è capace di dare una donna: basta che una si alzi in piedi e la nostra azione si moltiplica per mille. E se una donna viene abbattuta, il suo esempio si moltiplica per mille. In Africa non si parla alle donne dei problemi del mondo, si pretende da loro che risolvano quelli della sopravvivenza, invece hanno bisogno di avere informazioni sulla politica economia, sull’assenza di sovranità alimentare e il suo legame con la malnutrizione, hanno bisogno di capire il rapporto che c’è fra la comparsa del cibo spazzatura o degli alimenti geneticamente modificati e certe malattie che stanno diventando croniche.

La nostra associazione, come il Centro Hampaté Ba, le aiuta a essere consapevoli del posto che occupano nel mondo. Dal Medioriente e dall’America latina arriva la lezione della storia:non c’è niente di più forte del potere del popolo.

Nel suo libro racconta la sua esperienza di migrante, respinta insieme a molti altri africani alla frontiera sud dell’Europa. Cosa le ha insegnato quel viaggio?

Ho fatto parte di quei giovani che guardano all’Europa come un modello da seguire. Una falsa speranza che si è infranta sul filo spinato della Fortezza Europa. Quando sono tornata in Mali, ho conosciuto Aminata Traoré e ho capito dov’era l’abbaglio: ero un ingranaggio utile al sistema, l’ultimo anello di una catena che solo io potevo spezzare. E mi sono data da fare.

Me-Dea prepara il suo contributo alla Conferenza Internazionale delle Donne – Caracas 2011

Work in progress. La preparazione del contributo di MeDeA alla conferenza:

* La lotta del movimento No Tav

* Lavoro e precarietà

* Servizi e Welfare

* Corpi/Autodeterminazione

No Tav – Porteremo a Caracas il video “No Tav, la valle che resiste”  prodotto dal Comitato di lotta popolare NoTav di Bussoleno e dal Centro Sociale Askatasuna, tradotto in spagnolo e quindi facilmente fruibile da tutte. La visione collettiva del video ci aiuterà a presentare il movimento no tav, a raccontare come è nato, le varie fasi che ha attraversato e soprattutto ad offrire e condividere un’analisi politica che faccia emergere le specificità di quella lotta.  Per preparare il nostro contributo, stiamo avendo diversi incontri con le donne della Valsusa, che conosciamo da tempo, in modo da elaborare con loro e portare poi a Caracas un punto di vista di genere sulla lotta che le ha viste protagoniste e sempre in prima fila.

Lavoro e precarietà – Da tempo stiamo affrontando la questione della femminilizzazione del mondo del lavoro, in tutte le sue sfaccettature: produzione/riproduzione, lavoro di cura, lavoro migrante (assistenti famigliari, le cosiddette badanti), gli effetti della crisi globale sulle lavoratrici, collegato lavoro, e nello specifico torinese, la vicenda del referendum a Mirafiori.

Servizi e Welfare – Da qualche mese abbiamo portato avanti un lavoro di analisi collettiva sul Libro Bianco di Sacconi, quindi riforma del welfare e insieme riforma del lavoro.  Il contributo verrà inoltre ampliato con una riflessione sui servizi, bersagli oggi più che mai di tagli e privatizzazioni. E naturalmente, in collaborazione con le compagne del Lazio e della Lombardia, le nuove leggi e delibere sui consultori e l’ingresso del Movimento per la vita nelle strutture pubbliche. Continua a leggere

Per ogni donna

Per ogni donna forte, stanca di dover apparire debole

C’è un uomo debole stanco di dover apparire forte

Per ogni donna stanca di dover agire come una tonta

C’è un uomo stanco di dover simulare di sapere tutto

Per ogni donna stanca di dover essere qualificata come un essere emotivo

C’è un uomo al quale è stato negato il diritto a piangere e ad essere delicato

Per ogni donna considerata poco femminile quando compete

C’è un uomo che si sente obbligato a competere affinché

Non si dubiti della propria mascolinità

Per ogni donna stanca di sentirsi oggetto sessuale

C’è un uomo preoccupato di sembrare sempre disposto

Per ogni donna che si sente attaccata ai suoi figli

C’è un uomo a cui si è negato il piacere alla paternità

Per ogni donna che non ha avuto accesso ad un lavoro o salario soddisfacente

C’è un uomo che deve assumere la responsabilità economica di un altro essere umano

Per ogni donna che non conosce i meccanismi di una automobile

C’è un uomo che non ha appreso i segreti dell’arte del cucinare

Per ogni donna che avanza di un passo per la sua propria liberazione

C’è un uomo che riscopre il cammino alla libertà.

 


Centro per il Controllo Popolare – Comuna socialista en construccion – Ataroa

Barquisimeto – Esd. Lara – Repubblica Bolivariana del Venezuela