Principi per la preparazione e la realizzazione di una Conferenza Mondiale delle Donne (CMD) nel 2011 in Venezuela

Comitato delle promotrici – Caracas, 8 marzo 2008

Principi per la preparazione e la realizzazione di una Conferenza Mondiale delle Donne (CMD) nel 2011 in Venezuela

L’esperienza del Movimento Mondiale delle Donne durante l’ultimo secolo, rafforza la convinzione che la lotta di noi donne per la nostra liberazione deve essere diretta da noi stesse. Questo implica la necessità di forme di organizzazioni specifiche delle donne che leghino la loro lotta alle organizzazioni sociali, sindacali e politiche.

Le promotrici del Venezuela (Movimento delle Donne “Ana Soto”), dell’Equador (Confederazione delle Donne Ecuadoriane per il cambiamento – CONFEMEC) e della Germania (Consiglio Politico delle Donne) hanno ricevuto il sostegno, per il progetto della Conferenza Mondiale delle Donne da parte di organizzazioni e realtà di donne di 20 paesi di quattro continenti. Le promotrici hanno proposto l’idea di una Conferenza Mondiale delle Donne nel 2011 in Venezuela al governo, alle organizzazioni e istituzioni dello Stato venezuelano – anche per ragioni di solidarietà con il popolo del Venezuela. Il Comitato delle Promotrici è davvero soddisfatto per l’appoggio e l’entusiasmo espresso in una lunga intervista della S.ra Maria León, attuale Presidentessa dell’Istituto Nazionale delle Donne che oggi si trova di fronte al Ministero della Donna del Venezuela. Lo stesso appoggio è stato accolto con gioia dalla Commissione permanente della Donna, Famiglia e Gioventù dell’Assemblea Nazionale, da numerose attiviste, da varie organizzazioni di donne e anche da alcuni mezzi di comunicazione del Venezuela. Le molteplici offerte di cooperazione e l’appoggio per la preparazione e realizzazione della Conferenza Mondiale delle Donne della base nel 2011 dimostrano la possibilità di un grande sostegno politico e logistico, ad esempio per la sicurezza delle partecipanti alla Conferenza, rispettando  allo stesso tempo il carattere indipendente e autonomo del Comitato Internazionale per la preparazione della Conferenza. Tutto ciò sta a significare che è giunto il momento in cui noi, donne del mondo, dobbiamo prendere il futuro nelle nostre mani e fare affidamento sulle nostre stesse forze.

Per sua natura il Movimento Mondiale delle Donne presenta una grande quantità e varietà nella sua composizione sociale, nelle sue forme di organizzazione e nelle sue correnti politiche. Per questo motivo, la Conferenza Mondiale delle Donne deve essere molto rispettosa nella sua forma di organizzazione e nei metodi di lavoro, poiché deve coinvolgere le donne di tutti i paesi e di tutte le correnti democratiche, progressiste, che cercano l’uguaglianza e l’emancipazione delle donne, e rendere effettiva la loro partecipazione. È molto grande la capacità e la creatività delle donne per formare alleanze e per questo è necessario sfruttare questa potenzialità, per garantire il gran successo della Conferenza. Allo stesso tempo, il Movimento delle Donne ha una storia e caratteristiche differenti in ogni paese che quindi vanno rispettati e che devono dare il loro contributo.

In funzione di questi elementi, i Principi che regoleranno la Conferenza Mondiale delle Donne della base, sono i seguenti:

1. La Conferenza sarà preparata attraverso un processo internazionale di discussione e di organizzazione e saranno preparati e realizzati da diversi organizzatori e partecipanti in piena uguaglianza, parità, senza alcuna discriminazione e dipendenza dai partiti.

2. La  Conferenza farà proprie le risoluzioni secondo il principio dell’unanimità e le pubblicherà sempre secondo questo principio. Ciò significa che le rispettive assemblee adotteranno le risoluzioni sintetizzando le posizioni essenziali e si evidenzieranno le posizioni che non coincidono, così come le proposte per attività congiunte. In questo modo si eviteranno confronti e votazioni tra posizioni che possono generare divisioni nella Conferenza.

3. La Conferenza basa il suo sviluppo su due pilastri[1] o due parti fondamentali:

– in primo luogo, l’Assemblea Generale in cui saranno rappresentate le donne dei rispettivi paesi, come anche donne esiliate, migranti, secondo una determinata quota (stabilita con un criterio democratico, come per esempio in numero proporzionale agli abitanti del paese).

Il Movimento delle Donne in ogni paese deve trovare le sue forme per nominare i suoi rappresentanti, secondo le caratteristiche particolari del Movimento, i meccanismi di consenso, le esperienze e tradizioni e altre proprie forme di relazione. Il metodo dell’Assemblea Generale garantirà alle donne di tutti i paesi la loro partecipazione con uguaglianza di diritti e opportunità nella discussione e nelle diverse attività programmate. L’Assemblea Generale discute i temi centrali sulla situazione e sulle lotte delle donne su scala mondiale e sintetizza i suoi risultati secondo il principio dell’unanimità e li pubblica.

– in secondo luogo, la partecipazione di massa e aperta a persone singole, realtà e organizzazioni, che – nei limiti di tempo e spazio – possono preparare e realizzare vari atti, lavori e attività culturali o parteciparvi, sempre e quando si rispettino i termini della Convocazione e dei Principi della Conferenza.

4. La conferenza è aperta a tutte le donne con particolare riguardo per le giovani. Sono esclusi i fascisti[2] così come i rappresentanti di organizzazioni che sono conosciuti per i loro comportamenti e le loro proposte aggressivamente ostili contro le donne.

5. Ogni donna e organizzazione deve mettere in pratica i maggiori e migliori sforzi per mobilitare i propri contatti e amicizie internazionali per convocarli alla Conferenza e per assumere insieme la responsabilità di lavorare per la riuscita della stessa.

6. La conferenza si finanzia autonomamente attraverso diverse iniziative e attività e accetta volentieri donazioni, che sono date senza alcun tipo di condizioni e riserve. La Conferenza organizza, sotto la sua responsabilità, un servizio d’ordine che garantirà la sicurezza delle presenti e degli eventi.

7. La Conferenza si realizzerà secondo una cultura di dibattito democratico che permetterà il raggiungimento della causa e degli obiettivi che sono comuni a tutto il Movimento delle Donne.

8. Ogni delegazione nazionale per principio finanzia il proprio lavoro, i viaggi, l’alloggio e la traduzione. Il Comitato Internazionale di preparazione della Conferenza lavora per creare un fondo economico che sarà utilizzato per contributi solidali a delegazioni dei paesi più poveri, e anche incoraggerà affinché vengano fatte sovvenzioni internazionali di solidarietà.

9. Gli uomini sono invitati a partecipare, a patto che sostengano i diritti e la liberazione delle donne, non dominino e partecipino attivamente sostenendo l’organizzazione della Conferenza.

10. Alla fine la Conferenza si consulterà con le partecipanti per proporre la realizzazione di una prossima Conferenza Mondiale delle Donne e se la risoluzione è affermativa si definirà un nuovo Comitato di Preparazione.


[1] il punto 3 dei principi ha avuto l’approvazione solo delle promotrici di Venezuela, Ecuador e Germania

[2] c’è stata la proposta in questo punto, però senza il consenso, di escludere esplicitamente dalla partecipazione anche i fondamentalisti religiosi

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